“Abbattiamo le barriere”: il progetto della Circoscrizione Due del Comune di Torino

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La Circoscrizione Due (Santa Rita – Mirafiori Nord) del Comune di Torino sta lanciando un progetto pionieristico, ovvero mappare – grazie ad una squadra di volontari – tutte le barriere architettoniche del quartiere, per renderlo realmente accessibile a tutti. Parliamo di questa significativa iniziativa con la Dott.ssa Raffaella Perrone, Coordinatrice della II Commissione Consiliare della Circoscrizione Due. 

Com’è nato il progetto? Quali sono i vostri obiettivi?

Il progetto è nato dal basso, dalle richieste di un gruppo di cittadini attivi nei comitati spontanei di quartiere e sensibili all’argomento. Determinati, pervicaci e dotati di un forte senso civico, questi cittadini mi hanno contattata e sottoposto la questione: mappare il territorio, rintracciare i percorsi accessibili e abbattere le barriere. Spesso, l’inefficienza della pubblica amministrazione risiede nel fatto che i diversi settori non agiscono all’unisono, che non si scambiano le informazioni, che procedono come monadi e chi ne paga le spese, purtroppo, sono i cittadini con una mobilità ridotta. Per questi motivi, ho deciso di convocare un “tavolo tecnico abbattimento barriere”, a cui hanno partecipato cittadini, tecnici e istituzioni.

Quali sono le principali difficoltà che avete riscontrato o che riscontrate nella realizzazione del progetto?

C’è una scarsa attenzione alla tematica dell’accessibilità, come se tutti fossero in grado di muoversi in autonomia, ma la percezione sta cambiando e questo grazie anche all’impegno di persone come i rappresentanti dei comitati spontanei, ma non solo. In questo ultimo anno, infatti, ho avuto la fortuna di conoscere persone incredibili, singoli cittadini o associati, che sono riusciti ad abbattere barriere, a rendere accessibili luoghi fino a quel momento ad esclusivo appannaggio dei “normalmente” abili. Ad essere sincera, abbiamo riscontrato anche alcune difficoltà ad attivare il tavolo per l’abbattimento delle barriere, difficoltà di ordine burocratico. I funzionari della pubblica amministrazione con cui parlavo non sapevano come muoversi: non avevano mai dovuto scrivere una determina che ufficializzasse la nascita di un tavolo a cui si sarebbero seduti, con lo stesso diritto di parola, tecnici comunali e liberi cittadini. È stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

Avete coinvolto altri enti/associazioni del territorio? A quale titolo?

Sì, come ho accennato prima, abbiamo riunito attorno al tavolo tecnico le associazioni di disabili, cittadini liberi e associati non necessariamente disabili e diversi settori comunali ovvero il suolo pubblico, la viabilità, il verde pubblico, l’agenzia trasporti urbani, i servizi sociali. Grazie al tavolo, i diversi settori hanno incominciato a coordinarsi tra loro e a lavorare in maniera sinergica, scoprendo che l’unione permetteva di abbattere le barriere più in fretta e risparmiare denaro pubblico! Ad esempio, l’agenzia di trasporti pubblici ha iniziato ad interfacciarsi con il settore viabilità, per cui mentre GTT effettuava la mappatura delle proprie fermate per capire quali erano accessibili o meno, la viabilità cercava di capire come arrivare alla fermata camminando lungo marciapiedi che fossero conformi alla normativa e forniti di scivoli! Il tavolo è stata un’occasione unica, altrimenti tutto sarebbe rimasto velleitario e privo di senso: come si può dire che una fermata del bus è accessibile se non puoi arrivarci?

Chi si occuperà della mappatura delle barriere architettoniche?

I volontari formati dai tecnici dell’ufficio tecnico circoscrizionale. Un piccolo esercito fatto di scout, giovani e pensionati, pronti a segnalare il cartello che impedisce il transito della mamma con il passeggino, la ghiaia che rappresenta uno stop per la sedia a rotelle, ecc.

Sulla base di quali criteri i volontari effettueranno le segnalazioni?

Il tavolo ha lavorato duramente per creare delle schede di facile comprensione per i volontari “profani” e non necessariamente in possesso di un diploma da geometri! Queste schede, già testate da un gruppo di cittadini, riproducono ogni singolo incrocio del quartiere e sono state realizzate in modo da poter rilevare ogni informazione inerente allo stato dell’incrocio e alle barriere. Ad esempio, se c’è o meno lo scivolo, se la pendenza è a norma e quindi una persona in carrozzina può accedervi da sola, se ci sono buche, se c’è il loges che permette ai non vedenti di comprendere la presenza di un attraversamento, se il materiale che caratterizza lo scivolo è a norma o se invece al posto del cemento c’è il porfido che impedisce ai diversamente abili di transitare in autonomia, se ci sono bidoni della raccolta differenziata a ridosso degli incroci, se i cestini della spazzatura sono a portata di carrozzina e di bambino o se invece, come spesso accade, sono a portata di “giocatore di pallacanestro”. Abbiamo creato anche una scheda specifica per i parchi e le aree giochi della città. Nessuno ci pensa, ma i diversamente abili non hanno forse il diritto di recarsi in un’area verde? E invece nei parchi spesso manca un accesso all’area giochi oppure gli arredi urbani non sono a norma. Faccio alcuni esempi: i tavoli sono posizionati in modo tale da non consentire alle carrozzine di avere spazio sufficiente e così i diversamenti abili non possono sedersi con gli altri per fare un pic-nic o una partita a carte, le panchine all’ombra sono spesso posizionate in mezzo al prato senza alcuna possibilità di accesso, ecc.

In futuro, il progetto sarà esteso alle altre circoscrizioni del Comune di Torino?

Questo è l’obiettivo! Il nostro sogno è quello di abbattere tutte le barriere, contagiare la città, la regione, il paese, il mondo. Abbiamo gettato il sasso in una pozza e adesso vogliamo vedere attorno al sasso dei cerchi concentrici sempre più larghi! Certo, siamo consapevoli del fatto che rendere tutto a norma è molto costoso, ma l’esperienza del tavolo ci ha anche insegnato che spesso bastano piccoli accorgimenti per rendere un luogo accessibile, ovvero un maggior coordinamento tra i diversi settori e il saper lavorare in maniera efficiente, sfruttando al meglio le risorse disponibili.

Perché oggi, per un’amministrazione comunale, l’abbattimento delle barriere architettoniche è più un costo che una risorsa?

Forse è sempre stato così per una motivazione poco “nobile”: i diversamente abili non hanno mai rappresentato un “potere forte”, dunque perché ascoltarli? Ma, fortunatamente, la trasformazione è in atto e questo grazie all’impegno e alla fortissima determinazione di chi non si fa – scusate il gioco di parole – abbattere mai! Ed è proprio grazie alle “pressioni” provenienti dal basso, da chi vive in condizioni di difficoltà di accesso, che le amministrazioni pubbliche, nonostante le difficoltà economiche del momento, stanno affinando la loro sensibilità rispetto al tema.

Un suo appello per reclutare nuovi volontari

Uniamo le forze! Contribuiamo a rendere accessibile il nostro quartiere perché abbattendo le barriere architettoniche possiamo abbattere quelle mentali! Contattateci ai numeri 011 4435271011 4435250011 4435252 oppure scrivete a informa2@comune. torino.it per avere maggiori informazioni. Ognuno può collaborare in base alla propria disponibilità, anche solo per un giorno, ma più siamo più in fretta mappiamo!

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