Appunti di viaggio

Fabrizio_MartaLiberi di Muoversi ha il piacere di pubblicare questo guest post di Fabrizio Marta. Blogger giramondo, Fabrizio racconta i suoi viaggi su rotellando.vanityfair.it, con lo scopo di avvicinare al viaggio chi ha problemi di mobilità e sensibilizzare la collettività al problema delle barriere architettoniche e culturali. Fabrizio ha sposato con entusiasmo la nostra causa e noi siamo felici di ospitarlo qui.

Qualche mese, fa mentre giocherellavo con Twitter, mi sono imbattuto nell’account di “Liberi di Muoversi” e di getto ho iniziato a seguirlo. Il motivo? Mi aveva portato indietro nel tempo, quando feci il mio primo viaggio da solo. Avevo 25 anni, una gran voglia di dimostrare a me stesso e agli altri, che ancora mi è rimasta, che potevo viaggiare ed essere come gli altri e soprattutto cercare di capire quali erano i miei limiti. Scelsi un luogo che sulla carta, già allora, era il paradiso delle rotelle e dei rotellanti: la California, gli USA.

Con la scusa d’imparare l’inglese (infatti rimase solo una scusa) partii per Los Angeles, rimasi in un campus per un mese e poi feci il giro della west coast con degli amici. Fu il primo mese che trascorsi da solo a Los Angeles a farmi ammalare di “viaggite” e soprattutto a farmi scoprire la “libertà di muoversi”.

Già sino ad allora l’avevo immaginata e sperata ma mai vissuta. E quando tornai a casa, cercai di far capire l’emozione che avevo provato a vivere libero, ma con pochi risultati: chi è abituato ad esserlo fatica a comprendere, chi non lo è può solo fantasticare di esserlo.

La libertà di muoversi è alzarsi al mattino e decidere dove andare a fare shopping, senza dover pensare se quella via o quel negozio sono accessibili; è entrare in un negozio quando si vede una bella maglia in vetrina e non dover rinunciare perché ci sono degli scalini; è non dover frequentare gli stessi posti solo perché sono comodi ma anche perché ci piacciono. Libertà di muoversi significa non dover telefonare per sapere se quel ristorante ha le scale, ma poterci andare senza alcun pensiero al riguardo, come tutti del resto.

Libertà di muoversi è fissare un appuntamento con un amico, con la fidanzata, con il collega dove ci pare e piace e non decidere dando la priorità a scalini o rampe. È andare a spedire una raccomandata nell’ufficio postale più vicino e non in quello più accessibile, ma soprattutto la libertà di fare da soli senza l’aiuto di nessuno, in piena libertà. Libertà di essere autonomi. E di poter pensare a quello che vogliamo e non vogliamo, a quello che dobbiamo e non dobbiamo fare e, anche, dove e con chi farlo.

Lì, in California, per la prima volta mi sono sentito “libero” di fare e di andare, di alzarmi al mattino, prendere un autobus e fare shopping, uscire la sera e andare per locali. Potevo andarci da solo, starci quanto tempo volevo, muovermi come volevo. Mi sono sentito per la prima volta un uomo libero, e, quando si assaggia la libertà è dura tornare indietro! E con questo desiderio di “libertà di muoversi” è iniziata la mia voglia di viaggiare, da solo, tutte le volte che potevo. E così, ho iniziato a sentirmi libero in Australia, in Sudafrica, negli States e in gran parte dell’Europa; e questa libertà mi ha portato a documentare le mie esperienze, insieme al fotografo Vito Raho, su rotellando.vanityfair.it e poi su www.rotellando.it, un progetto multimediale (fotografico e video) nato per raccontare viaggi e storie di “normale diversità”.

Con Rotellando, quest’anno ho scoperto due Paesi che hanno molto da insegnarci sulla libertà di muoversi: il Sudafrica e l’Irlanda.

Il Sudafrica che, pur dovendo abbattere molte di quelle barriere mentali consolidate nel tempo, è abituato alle diversità e ha una spiccata sensibilità al turismo accessibile: si possono effettuare safari, escursioni in sidecar e visitare molti luoghi in piena libertà. I nuovi edifici vengono costruiti in modo che siano accessibili per tutti e, di conseguenza, viene poi da sé che lo siano anche per i rotellanti.

E l’Irlanda che, nonostante la crisi economica, tenta di salvaguardare il più possibile le conquiste ottenute in ambito sociale. Cosa che in Italia non accade, perché dobbiamo ancora raggiungere certi traguardi e allora mi chiedo perché gli anglosassoni hanno questa spiccata sensibilità verso l’integrazione del diverso mentre noi non riusciamo a fare in modo che tutti abbiano le stesse opportunità e diritti.

Fabrizio Marta

rotellando.vanityfair.it

www.rotellando.it

Questa voce è stata pubblicata in #liberidimuoversi, Disabilità, Senza categoria, Testimonianze e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...