Da un’idea ad un concreto progetto di utilità sociale. Intervista ad Alessio Garbi, ideatore di Liberi di Muoversi.

E’ ormai imminente l’evento di presentazione di Liberi di Muoversi che si terrà a Parma il 5 Giugno prossimo. In occasione del momento in cui verranno ufficializzati in anteprima l’app ed il programma che permettono di segnalare agevolmente le barriere architettoniche e rendere più facile la vita a chi ha difficoltà motorie, abbiamo intervistato Alessio Garbi, l’ideatore del progetto.

Alessio, trentanovenne, sviluppatore “da sempre” e formatore per passione, socio fondatore di E-project, ci racconta come è nata l’idea di LdM e ci spiega le sue peculiarità. Nelle sue parole si ritrovano tutta la passione e l’entusiasmo che hanno permesso la nascita di un progetto che sta crescendo rapidamente e che renderà, se lo vogliamo così fortemente come Alessio, il nostro Paese un posto più facile da vivere per tutti, indistintamente.

Alessio, come è nata l’idea di “Liberi di Muoversi”?

L’idea di LDM nasce da una piccola esperienza personale che mi ha portato davanti a barriere architettoniche importanti non segnalate neppure da chi contattato con specifiche richieste.
Qualche anno fa feci un viaggio a Torino con una persona in carrozzina e, conscio delle problematiche che deve affrontare un disabile, contattai personalmente gli hotel per avere informazioni sull’accessibilità delle camere.
Nonostante le indicazioni datemi, mi ritrovai a 300km da casa in una camera definita accessibile che nella realtà non lo era: infatti la carrozzina, di una misura leggermete superiore allo standard, non passava attraverso la porta del bagno. Quest’evento provocò in me rabbia e un senso di impotenza, e la consapevolezza di come l’interpretazione soggettiva di una realtà da parte di un individuo, poteva creare importanti problemi nella vita di altri.
Da qui l’idea di far segnalare luoghi e barriere anche dalle stesse persone che conoscono le problematiche della mobilità, nel modo più oggettivo possibile con la loro geolocalizzazione, descrizioni dettagliate ed eventualmente una foto.
Per dare vita a questa idea sono nati l’app e il sito liberidimuoversi.it con lo scopo di raccogliere e condividere le informazioni.

In che modo questa applicazione può rendere la vita più semplice alle persone disabili?

LDM può aiutarele persone disabili fornendo informazioni che normalmente sono difficili da reperire, spesso frammentate e limitate nella descrizione solo a ciò che prevede il rispetto dei vincoli di legge.
LDM si propone di raccogliere in un unico luogo informazioni geolocalizzate referenziate dalla descrizione degli utenti e, grazie alla possibilità di caricare foto delle barriere, oggettivate dalle immagini stesse. L’osservazione dell’immagine infatti,  permette immediatamente di valutare a seconda della propria disabilità la reale accessibilità o meno del luogo.
Nell’app inoltre la funzione “AR realtà aumentata” semplifica ulteriormente l’accesso alle informazioni: è sufficiente puntare il device in una direzione per vedere le singole segnalazioni contestualizzate nel mondo che ci circonda.
Selezionando il raggio massimo delle segnalazioni rispetto alla nostra posizione (ad esempio un km), possiamo vedere quali luoghi tra quelli che ci circondano sono realmente accessibili.

Esistono già altre app di questo tipo, pensiamo ad esempio a Wheelmap.org, nata in Germania qualche anno fa, che cosa offre in più o di diverso Liberi di Muoversi?

Lo spirito con cui nasce LDM è quello di aiutare le persone, quindi ogni altro applicativo come Wheelmap non è un concorrente, ma un potenziale partner con cui collaborare, scambiare informazioni e ampliare la banca dati delle segnalazioni.
Per cio che ho visto l’app Wheelmap  ha una struttura meno “open” di LDM, richiede infatti per la segnalazione sia una registrazione al sito che una a Open Street Map, ed è essenzialmente orientata alla disabilità motoria, mentre LdM punta alle segnalazioni per disabilità in senso lato, completando le segnalazioni con foto degli stessi luoghi.
LdM inoltre fornisce una piattaforma che permette anche a motori esterni di aggiungere segnalazioni e soprattutto di accedere senza vincoli all’intera base dati dei luoghi a disposizione.

 Secondo te in Italia attualmente c’è sufficiente attenzione e sensibilità per questa tipologia di app che facilitano la vita a chi è più in difficoltà?

Penso che in Italia manchi molto questa attenzione e sensibilità, non solo nel mondo delle app, ma proprio nella vita quotidiana: basti vedere come i parcheggi per disabili o per donne in gravidanza siano quotidianamente occupati da auto senza tagliandino o che non ne hanno diritto. L’uso dell’ app richiede un livello successivo di sensibilità, cioè quello dell’azione: un conto è rispettare alcune regole, altro è partecipare attivamente quindi agire segnalando le barriere.
Ad esempio, tornando all’esempio dei parcheggi per disabili occupati ingiustamente, un conto è non occuparli, un altro è segnalare l’ingiustizia e/o intervenire quando quando vediamo questi comportamenti scorretti.

Puoi darci qualche anticipazione sull’evento  di presentazione di Liberi di Muoversi che si terrà il 5 Giugno a Parma?

L’evento del 5 Giugno è di fatto un’anteprima della presentazione nazionale di LDM e risulta diviso in 3 parti:
– Una parte operativa nella quale condivideremo coi presenti attraverso un road show le caratteristiche del sistema: come visualizzare le segnalazioni, come registrarsi, come aggiungere una nuova segnalazione.
– Una parte istituzionale dove tramite vari interventi ci si confronterà sui temi della mobilità e delle barriere architettoniche più in generale.
– Una parte ludica e conviviale in cui parallelamente al road show, che continuerà per tutta la durata dell’evento, ci sarà un momento di rinfresco e di musica per continuare a comunicare e condividere insieme.

Grazie davvero Alessio, per l’interessantissimo progetto e per aver dedicato del tempo a raccontarcelo, vuoi fare un ultimo appello?

Allora, ci vediamo il 5 a Parma, vi aspettiamo tutti!!!

Intervista di Paola Valeri

Informazioni su Paola

Esperta di marketing, formatrice aziendale; mi interesso di tematiche legate alla sostenibilità ambientale, con particolare riferimento al “green marketing”. Giornalista pubblicista e appassionata di social media. Per hobby organizzo feste!
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2 risposte a Da un’idea ad un concreto progetto di utilità sociale. Intervista ad Alessio Garbi, ideatore di Liberi di Muoversi.

  1. valentina135 ha detto:

    Un’applicazione fruibile e che facilita la vita a chi affronta sfide quotidiane legate all’accessibilità,grazie Alessio!

  2. Pingback: Liberi di Muoversi…. SEGNALIAMOLI « alle sette

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